La bicicletta e il viaggiare: una settimana otto colli di Massimo Zanelli (BI)


Da “I Vittoriosi” di Vittorio Varale ed. Longanesi

…"Bisogna poter fuggire almeno un giorno della settimana dalla scuola, dal magazzino, dall’opificio,
da tutte quelle stanze chiuse e tetre, senz’aria e senza luce, dove lavoriamo febbrilmente dalle dieci alle dodici ore al giorno,
ripetendo il medesimo sforzo, quel gesto stesso, come sotto il peso d’un incubo, con l’invariabile prestezza di automi.
Ma quando la fatica ci ha esausti, un viaggio dello spirito sopra un libro non potrebbe darci nuova lena.
Ci occorre un’altr’aria, un altro sole; i caffè, le birrerie, le bettole, i teatri sono ancora l’officina e la scuola,
col gas e il fumo, coi tavoli e con le sedie, senza libertà e senza moto.
Solamente una corsa può ossigenarci il sangue, dilatandoci i polmoni e ridonando al nostro cuore i battiti gagliardi d’un tempo.
Ecco perché la bicicletta è la prima grande misericordia della meccanica verso di noi: in sella e fuggire!"...
La bicicletta, cioè il moto.
Grazie a questo, ognuno ridiventa libero, giacchè ogni corsa è una fuga.










     Quando montagna e bicicletta sono gli elementi base della vacanza per iniziarla al meglio è consigliabile non far troppo caso al meteo, è bene non trascurare il fatto che il treno può evitare il tratto di strada più "trafficato" del viaggio.
     Abitando ad un centinaio di km dalla Francia, giusto a ridosso della zona dei colli alpini del Tour, ho pensato ad una sette giorni per otto colli con partenza direttamente dal cortile di casa.
     Prima tappa con inizio da Mongrando (BI), un primo scollinamento mi porta nei pressi di Ivrea dove prendo il treno per raggiungere l’alta Valle d’Aosta.
     Sopra Morgex c’è il col San Carlo, già tappa del Giro, che porta a La Thuile.
     E’ l’inizio delle salite "vere"; salita costante che con le borse appese fa subito apprezzare l’agile guarnitura della bicicletta.
     Tempo coperto, pendenza media al 10%, si sale attraverso una lunga pineta: all’arrivo quota inferiore ai 2000 mt/slm.
     Quindi si scende a La Thuile, da dove "immagino esserci" il Monte Bianco.
     Da qui lo scenario cambia e il bosco lascia spazio al pascolo: è il primo assaggio delle Alpi.
     Salendo al colle del Piccolo San Bernardo "lavoro" parecchio di fantasia per "vedere" il panorama che mi circonda: nuvole in abbondanza.
     Sono al primo passo a 2000 mt/slm: suggestivo attraversare la frontiera pedalando, il clima "autunnale" rende ancora più austero Ospizio e statua del Santo.
     Finalmente la meritata discesa verso Bourg S. Maurice.
     La prima tappa la concludo a monte di B.S.M. dove incontro l’albergo Belvedere e decido di fermarmi dopo 5h e 19".
     In attesa della cena do una controllata al cambio che ha qualche problema di regolazione: d’altra parte stiamo parlando di una bicicletta dell’ottantadue e rimaneggiata negli anni.
     E’ nata come bicicletta da turismo 28" con il canonico 52-42 e pacco pignoni a 5 velocità; quindi vacanza dopo vacanza siamo ad una tripla 48-38-28, completata con sette pignoni che arrivano al trentaquattro.
     Qualcuno griderà allo scandalo! Pazienza.
     Ringrazio Maurizio (cicli Maffeo di Benna – BI) che non si è "vergognato" a metter le mani sul mio "catenaccio" per l’ultimo aggiornamento, appunto quello dei sette pignoni.
     E’ l’inizio della 7 giorni: in successione verranno i 2764 slm del col d’Iseran, il Telegraph, il Galibier con pioggia e neve, l’Alpe d’Uez raggiunta via Col du Sarenne, quindi il traffico e le gallerie suggeriscono il trasferimento da Bourgue d’Oisans a Briancon in bus.
     Da Briancon "torno indietro" al Col du Lautaret e nuovamente al Galibier (questa volta con il sole).
     Quindi l’ultimo colle tutto francese l’Izoard con i suoi panorami unici, e imperdibili, la discesa nel Queyras e via per l’ultima salita.
     Quella che porta a casa via Col dell’Agnello, quindi giù a Saluzzo: treno fino a Biella, e ultimi 10 km in bicicletta fino a casa.
     Tanto per dare un po’ di numeri i km percorsi sono stati circa 550 ad una media di 15,2 km/ora, con un dislivello complessivo, tra salita e discesa, di circa di 18-20.000 metri; che tradotti in sensazioni sono un misto di soddisfazione, determinazione, accettazione, fatica, fame, freddo, sete.
     Sono il piacere ritrovato di viaggiare ad una velocità a "misura d’uomo", con ritmi che difficilmente hanno riscontro con quelli quotidiani.
     Chi ha voglia di provare l’itinerario può contattarmi c/o Bici & Tour.
     A risentirci a presto.

 
 
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